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Natura. Tra Rocce e Piante


Gran parte del Carso è protetto dall’Unione Europea secondo la legislazione europea “Natura 2000” per il suo territorio ricco dal punto di vista delle biodiversita’, dove si coltiva e si alleva contribuendo alla preservazione della flora autoctona.

Il Carso triestino ed isontino e’ caratterizzato da un intreccio di diversi habitat naturali che compongono un mosaico naturalistico unico nel suo genere, in cui godere del mare e delle sue spiagge rocciose e le sue scogliere. In Carso regna il profumo salmastro e quell’odore piccante della santoreggia e del timo, odore delle frescure dei boschi passeggiando o andando in bicicletta lungo i suoi sentieri.

La particolare posizione geografica, proprio nella zona di passaggio fra il clima mediterraneo e quello continentale, crea microclimi che arricchiscono la flora nelle sue specie e ne diversificano il paesaggio: l'asperità di roccia e pietra, elementi prevalenti del Carso, contrasta con la vitalità della vegetazione autoctona, creando una contrapposizione visiva straordinariamente affascinante.  

I fenomeni carsici che si possono ammirare sono legati all’azione dissolutiva che l’acqua esercita sui calcari, sia in superficie (carsismo epigeo) che in profondità (carsismo ipogeo). La superficie calcarea viene così modellata nelle forme tipiche dei paesaggi carsici come le doline ed i campi solcati ed in quelle che sono il risultato dell’azione corrosiva dell’acqua in profondità ossia le grotte con tutte le loro forme di concrezione.

In questo incontro ed intreccio di habitat troviamo ben 5 Riserve Naturali dove sono diffuse diverse specie che caratterizzano la flora, circa 1800 entità.

Le riserve si trovano nelle zone delle Falesie di Duino, del Monte Lanaro, del Monte Orsario, della Val Rosandra e dei Laghi di Doberdo’ e Pietrarossa.